La data di inizio lavori nel modulo CIL: perché riportarla?

Il modulo unificato della CIL chiede di indicare la data di inizio lavori, la data di fine lavori e, se presente una impresa, di riportarne i dati nel modello “soggetti coinvolti” che richiede di indicare obbligatoriamente il tecnico incaricato (che potrebbe non esserci per il tipo di opere).

Perché tanti dati quando l’unica ragione d’essere di questo modello (conservato solo per le opere temporanee) è quello di indicare una data a partire dalla quale si misurerà il tempo di 90 giorni superati i quali le cose devono tornare alla condizione iniziale?

L’articolo 6 del DPR 380/2001 afferma che i “[…] seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo: e-bis) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale”.


Ora la comunicazione di avvio dei lavori (CIL) da presentare al Comune è quella di cui all’Accordo tra Governo, Regioni ed Enti locali del 4 maggio 2017 che ha portato alla modulistica unificata e standardizzata per i titoli edilizi abilitativi.


Impone di comunicare la data di inizio dei lavori e la data in cui i lavori termineranno. Ha anche l’avvertenza di precisare che “la data di inizio lavori non deve essere antecedente all’inoltro della pratica” e che “la data di fine lavori non deve essere superiore a novanta giorni dall’inizio dei lavori”.


A riguardo della data di inizio lavori il testo dell’articolo riporta espressamente che i lavori di cui alla lettera e-bis) possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo previa comunicazione di avvio dei lavori e che i lavori possono avere inizio immediato. Questo ci lascia credere che la comunicazione possa tranquillamente coincidere con l’inizio dei lavori.


Se siamo d’accordo su questo perché si dovrebbe comunicare una data di inizio dei lavori? Quale curiosa ragione potrebbe ritenere necessario raccomandare di non indicare una data antecedente la data di inoltro della pratica? Se il senso della pratica consiste nel comunicare un inizio dei lavori che possono eseguirsi previa comunicazione, come potrebbe capitare di riportare una data di inizio dei lavori precedente la data di comunicazione degli stessi?


Se stiamo parlando di lavori che si possono eseguire senza alcun titolo abilitativo e l’articolo precisa (come anche il modello di comunicazione) che si tratta di “opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni” quale curiosa ragione potrebbe ritenere necessario indicare espressamente anche la data di fine lavori?


Se si tratta di opere che comunque devono essere rimosse entro il termine massimo di novanta giorni (tre mesi), quale curiosa ragione potrebbe portare a chiedere che venga comunicata una data di fine lavori? Non sarebbe più semplice inoltrare la comunicazione quando si intendono fare i lavori (che ragione potrebbe esserci per inoltrarla con largo anticipo se i lavori posso cominciarli subito appena depositata la comunicazione?) e sapere che al 91° giorno successivo alla data di inoltro le opere realizzate devono risultare rimosse?


La verità è che questo genere di opere compaiono tra quelle per cui si parla di attività di edilizia libera ovvero attività che possono essere realizzate senza comunicare alcunché a nessuno perché si tratta di opere di poco conto. L’obbligo di inviare comunicazione al Comune continua a valere solo per questo genere di opere (opere temporanee) solo perché diversamente non sarebbe possibile misurare il tempo dei 90 giorni, trascorsi i quali le condizioni devono tornare alla condizione preesistente la realizzazione delle opere (temporanee), solo per questo. Ma se il motivo per cui continua a sussistere la CIL è solo questo, allora perché il modulo continua a mantenersi con la struttura originaria e non viene invece semplificato limitandosi solo a denunciare l’avvio della realizzazione di un’opera (temporanea) che si fa coincidere con la data del deposito della comunicazione, riportando una descrizione sintetica dell’opera ed i dati di chi sottoscrive la comunicazione e basta? Per quale strana ragione ci si deve addentrare in eventuali indicazioni dell’impresa? Si tenga anche conto del fatto che, se si viene ad indicare una impresa si rende necessario completare anche il modulo chiamato “soggetti coinvolti” il quale impone obbligatoriamente di indicare anche il tecnico incaricato che in molti casi potrebbe non esserci proprio per la natura delle opere.


IN CONCLUSIONE mi sembra che sarebbe utile modificare il modello di comunicazione indicando che la data di deposito della comunicazione coincide con la data di inizio dei lavori e che i lavori devono essere rimossi al cessare della necessità (temporanea) che ne ha suggerito la realizzazione e comunque non oltre i 90 giorni, facendo firmare la richiesta al proprietario che riporta una descrizione sintetica delle opere (temporanee) che intende realizzare o far realizzare.

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